"Immobili: meglio l'acquisto o l'affitto?" del 21/07/2010 9.12.39
Acquistare o affittare? L'amletico dubbio su quale sia la forma più vantaggiosa per assicurarsi la disponibilità di un immobile ha colpito almeno una volta ciascuno di noi.
A prescindere dalle condizioni contingenti del mercato immobiliare, a seconda delle quali in un determinato istante si possono spuntare prezzi di acquisto/affitto ritenuti più o meno convenienti, nella valutazione se convenga acquistare o affittare il cespite, è opportuno distinguere tra immobili adibiti a civile abitazione ed immobili ad uso commerciale o industriale.
In caso di civile abitazione bisogna fare un’ulteriore distinzione tra "prima" e "seconda" casa. - Se si pensa alla casa "di residenza" (ove le disponibilità finanziarie lo consentano...) conviene senz'altro l'acquisto in quanto quest'ultimo è nettamente favorito dall'attuale trattamento fiscale (imposta di registro ed iva ridotte rispettivamente al 3% ed al 4% contro un 10% ordinario, imposta ipotecaria e catastale fisse a 168€ - in caso di assoggettamento ad iva, l'imposta di registro sarà pari a 168€-, esenzione totale ICI ed IRPEF, ed interessi passivi dell'eventuale mutuo di acquisto fiscalmente detraibili nella misura del 19% fino ad massimo di 760 € annui). Viceversa il canone di affitto non gode di alcun beneficio essendo fiscalmente indetraibile. E' quindi un costo pieno connesso all'acquisto di un servizio (il godimento dell'uso dell'immobile). - Relativamente alla seconda casa, quella delle vacanze, la scelta tra affitto ed acquisto è fortemente condizionata dalle abitudini e dalle attitudini personali. Infatti la proprietà di un immobile "lega" al luogo di ubicazione dello stesso. Quindi soggetti abitudinari, amanti della routine preferiranno optare per l'acquisto dell'immobile e tornarci così in vacanza anno dopo anno, mentre chi ama cambiare spesso per scoprire posti nuovi sceglierà la forma dell'affitto (maggiormente flessibile). Va da sé che nell'ipotesi di voler mettere a reddito la seconda casa, l'unica forma di possesso perseguibile sarà quella relativa all'acquisto dell'immobile.
In caso di immobile ad uso aziendale (industriale o commerciale), la scelta tra acquisto ed affitto è molto più complessa ed è legata alla realtà della singola azienda. - In generale si può ritenere corretto far dipendere la scelta in primis alla solidità ed alla storicità dell'attività imprenditoriale. Per cui in caso di "start up" si opterà sempre per l'affitto dell'immobile, mentre successivamente, quando i numeri lo consentiranno, si potrà valutarne l'acquisto in funzione dell'impatto che l'operazione potrebbe avere sui principali indicatori di bilancio (indici di struttura patrimoniale, finanziaria e reddituale). Vorrei sottolineare come, in caso di acquisto dell'immobile ad uso aziendale, si opti generalmente per l'intestazione della proprietà alla società immobiliare (del gruppo o di famiglia) e la successiva cessione tramite locazione alla società operativa. Questo perché l'appesantimento dell'attivo patrimoniale di una società può impattare sia sul rating aziendale previsto da Basilea 2 (con conseguenze a livello di economicità nell'accesso al credito), sia a livello di elasticità di gestione.
In entrambi i casi ritengo che la fattibilità di un'operazione importante come l'acquisto di un immobile dovrebbe essere sempre valutata molto attentamente insieme al proprio consulente di fiducia, in modo da poter prendere serenamente una decisione consapevole.
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"Giugno: il mese della consulenza" del 29/05/2010 10.58.04
Al'interno delle iniziative di sensibilizzazione e promozione volte a favorire la conoscenza della Consulenza Finanziaria Indipendente, coordinate a livello nazionale dalla Nafop (l'Associazione dei consulenti finanziari indipendenti), abbiamo deciso di mettere a disposizione di investitori e imprenditori il nostro servizio di analisi e consulenza per tutto il mese di giugno. La Cavini Consulting effettuerà gratuitamente l'analisi del portafogliodi investimento attuale del cliente a tutti gli investitori, e l'analisi dei rapporti bancari e della situazione finanziaria d'azienda a tutti gli imprenditori che ne faranno richiesta, previa prenotazione di un appuntamento. Per informazioni e prenotazioni contattateci al nr 055/0935327 o mandate una mail all'indirizzo info@caviniconsulting.com
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"Incontro formativo" del 29/05/2010 10.17.25
La Cavini Consulting organizza un workshop di un paio d'ore in grado di fornirvi una panoramica sulla crisi economica in corso, sul suo stato attuale e sulle prospettive future. Valuteremo insieme gli effetti della crisi sulle realtà aziendali, e su quali siano gli strumenti a disposizione dell'impresa per far fronte alle problematiche di liquidità, alle conseguenze sul rating, airischi operativi caratteristici di questo contesto economico. Vi forniremo tutte le informazioni per capire il ruolo ed il valore aggiunto del consulente finanziario indipendente all'interno dell'impresa.
Posti Limitati
Programma:
- Analisi del contesto attuale. Possibili scenari futuri. Principali rischi aziendali: cash management e rischio liquidità; rischio tassi interesse; rischio cambio valutario. Soluzioni operative: attività previsionale e anticipatoria. Corretto utilizzo delle linee di fido. Gli strumenti di aiuto all'accesso al credito. Il ruolo del consulente finanziario indipendente
L'incontro avrà luogo il giorno 28 giugno prossimo, alle ore 18.30 presso il Centro Congressi del ristorante Klass, in via Guido Guinizelli 17 a Campi Bisenzio (FI). I posti sono limitati, siete pregati di prenotare contattandoci al nr 055/0935327 o inviando una mail all'indirizzo info@caviniconsulting.com
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"Incontro formativo" del 29/05/2010 10.14.55
La Cavini Consulting organizza un workshop di un paio d'ore in grado di fornirvi le informazioni, glistrumenti e le tecniche indispensabili per gestire in maniera efficace i propririsparmi in questo difficile contesto economico-finanziario. Effettueremo unapanoramica sull'attuale situazione macroeconomica e sul concetto di "nuovanormalità" che ci è stata "lasciata in dono" dalla crisifinanziaria. Vi illustreremo le caratteristiche peculiari della consulenzafinanziaria indipendente per capire insieme quali siano l'operatività e il ruoloche il consulente finanziario indipendente è chiamato a svolgere in questospecifico contesto.
Programma:
- Analisi del contesto attuale: le origini della crisi economica e le prospettive per il futuro. I possibili scenari ipotizzabili. Il "nuovo normale": incertezza e volatilità. La conoscenza ed il controllo del rischio come fattori di nuova necessità. Finanza comportamentale. Il concetto di perdita tollerabile. La pianificazione finanziaria. Il ruolo delconsulente finanziario indipendente.
L'incontro avrà luogo il giorno 05 luglio prossimo, alle ore 18.30 presso il Centro Congressi del ristorante Klass, in via Guido Guinizelli 17 a Campi Bisenzio (FI). I posti sono limitati, siete pregati di prenotare contattandoci al nr 055/0935327 o inviando una mail all'indirizzo info@caviniconsulting.com
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"Cash Management: il vero problema aziendale è il rischio liquidità." del 23/05/2010 20.42.13
In questoperiodo di crisi il vero problema che mi trovo ad affrontare con le aziendeclienti è il "rischio liquidità", ovvero la situazione nella quale,anche a fronte di una fatturazione consistente, smobilizzata a tassicompetitivi, il cliente si trovi nella impossibilità di far fronte ai propri impegnidi pagamento a causa degli insoluti ricevuti sulla carta commerciale anticipatanei mesi precedenti ed oggi in scadenza. La verabeffa è che tali insoluti vanno a riempire le linee di fido per elasticità dicassa, portano a sconfinare generando interessi passivi molto elevati,segnalazioni in centrale rischi e contemporaneamente abbassano drasticamente ilrating aziendale, avviando una spirale diabolica che porta al successivoaumento dei costi di smobilizzo ed accesso al credito bancario. La soluzionea questa problematica va normalmente trovata a monte del problema, ben primache la situazione divenga critica, attraverso una corretta gestione delle fontidi finanziamento ed una sano bilanciamento tra breve e medio-lungo termine. Infattianche in situazioni di crisi di liquidità come l’attuale, esistono glistrumenti per portare liquidità in aziendae ristrutturare la situazione finanziaria. L’importanteè prendere coscienza della gravità del problema e non rimandare al futuro un’attentaanalisi delle fonti di finanziamento: la strada per il loro riequilibrio èdifficile ma non impossibile. Professionalità, competenza ed indipendenza dianalisi sono la ricetta per arrivare ad una rapida soluzione del problema.
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"Conti delle banche americane sopra le attese. Sarà mica un errore..." del 17/10/2009 11.37.12
Mercoledì la trimestrale di JP Morgan (3,6 mld di $ di utile
netto, pari all'800% in più dello scorso anno), il giorno dopo sono
arrivati gli incredibili risultati di Goldman Sachs con un
utile trimestrale di 3,03 mld di $ e la previsione di chiudere il 2009
con utili totali che sfioreranno gli 11 miliardi , non lontani da
quelli record segnati nel 2007, prima della crisi finanziaria. I
risultati di Citigroup, seppur negativi per 3,2 mld di $ e quelli di Bank of America, negativi per 1 miliardo di dollari, sono stati comunque migliori delle attese degli analisti.
Come se la crisi finanziaria più pesante dal '29 ad oggi non fosse quasi esistita.
E verrebbe voglia di dire che ormai ne siamo fuori, che si comincia
veramente a respirare aria di ripresa consolidata..... e quindi è
giusto che i mercati azionari continuino a salire, spinti da dati
economico-finanziari sempre migliori, ed è giusto pensare che
continueranno a farlo anche in futuro.
Mi chiedo se non ci sia un errore, se qualcuno ci stia
nascondendo qualcosa, o semplicemente se qualcosa mi stia sfuggendo. Un
particolare, un dettaglio, qualcosa....
Ed allora approfondiamo l'analisi: i risultati economici sono
incredibilmente buoni, migliori di ogni più rosea aspettativa degli
analisti, ma i numeri sono ancora una volta ingannevoli.... gli utili arrivano tutti dal trading, dall'attività speculativa, dalla finanza creativa. La divisione "banca d'investimento" guadagna quasi come nel 2007, mentre la divisione "banca commerciale" porta perdite d'esercizio
ed ha visto i propri numeri peggiorare in maniera preoccupante (basti a
titolo di esempio il caso di Bank of America: le perdite su crediti
sono salite di 5,3 mld di $ dalla fine del 2008 ed ammontano a 11,7 mld
di $, le sofferenze hanno raggiunto quota 33,8 mld di $).
Ecco cosa sta succedendo: l'enorme liquidità messa a disposizione
del sistema bancario viene utilizzata dallo stesso per fare utili da
trading, per migliorare i bilanci con operazioni finanziarie.
La mia impressione è che l'andamento dei mercati azionari sia "drogato", che siano gli istituti bancari di grandi dimensioni che fanno salire i corsi, sostenendo il mercato, portandolo a livelli non giustificati dai fondamentali macroeconomici mondiali.
Non sto "gufando" per un ribasso di borsa, non sono "ribassista".
Voglio solo farvi riflettere sul fatto che l'attuale "ripresa"
economica sbandierata da più parti dovrà fare i conti con 60 milioni di
nuovi disoccupati, con deficit di bilancio statale molto più pesanti di
un anno fa (ovunque nel mondo, non solo nella "Vecchia Italia"), e con
un'enorme massa monetaria che presto o tardi verrà drenata e riportata
a livelli "fisiologici".
Credo che ad un certo punto, quando avranno "la pancia piena", le
banche d'investimento smetteranno di sostenere il mercato azionario....
e come sempre succede, il cerino resterà in mano al "parco buoi", che poi siamo noi: gli investitori privati.
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"Settimana dell'Investitore: seminari gratuiti" del 22/09/2009 13.06.39
Nel corso della Settimana dell'Investitore la Cavini Consulting organizza una serie di seminari riguardanti il mondo degli investimenti, il risparmio gestito, gli strumenti di investimento efficienti, il rapporto impresa banca e l'attività del consulente finanziario indipendente.
I seminari in calendario sono i seguenti:
Consulenza Finanziaria Indipendente: le basi per l’investimento consapevole
Parte prima
- La consulenza pura e la consulenza strumentale alla vendita: mai chiedere all’oste quanto è buono il suo vino
- Il risparmio gestito: caro Fondo, ma quanto mi costi!
- Banca-assicurazione: se la conosci “probabibilmente” la eviti
- Strumenti di investimento efficienti: gli ETF – vi spiego perchè le banche non ve li consigliano ma li utilizzano nella gestione dei propri soldi.
- L’importanza della Diversificazione: mai mettere tutte le uova nello stesso paniere.
Consulenza Finanziaria Indipendente: le basi per l’investimento consapevole
Parte seconda
- Bot a rendimento zero: come gestire la propria liquidità nelle varie situazioni di mercato
- Titoli di Stato ed Obbligazioni: come e quando comprarli
- L’investimento nel mercato Azionario: ma è veramente una questione di “lungo periodo”?
- Materie prime: moda o opportunità?
- La correlazione Rischio/Rendimento: una regola imprescindibile
- Semplice è bello: come costruire un portafoglio semplice, equilibrato e redditizio contenendo i costi
I rapporti tra Impresa e Banca
- Banche: qual’è il numero giusto per la mia azienda? Quanti rapporti intrattenere?
- Basilea 2: la normativa attuale e le prospettive future
- Mal di budget: la vera causa di un’operatività “discutibile”
- Asimmetria informativa: come “combattere” alla pari con il sistema bancario
- Il ruolo del Consulente Finanziario Indipendente nel rapporto impresa/banca
La partecipazione ai seminari è gratuita. E' obbligatoria la prenotazione (chiamare lo            055/0935327 o mandare una mail ad info@caviniconsulting.com indicando il seminario di interesse)
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"Contenimento del costo delle Commissioni Bancarie" del 15/09/2009 17.41.20
La scorsa settimana mi sono recato in Banca (uno dei principali gruppi bancari a livello nazionale) per contrattare le condizioni del conto corrente di una società mia cliente.
Come da accordi già intercorsi con il cliente, presi a seguito di un'attenta analisi dei vari rapporti bancari esistenti, il mio compito era quello di portare le condizioni entro determinati parametri, oppure far predisporre la chiusura del rapporto (La banca in oggetto non è istituto di riferimento per il mio cliente e le condizioni non sono le migliori del mercato...). Fin qui niente di particolare, potremmo definirla normale amministrazione.
La vera sorpresa l'ho avuta quando, parlando delle "commissioni creditizie" (per capirsi quelle che hanno sostituito le cms e che vengono applicate per la messa a disposizione della provvista), il funzionario della banca mi abbia detto "Le commissioni che noi applichiamo sono dell'1,50% trimestrale e non sono modificabili, e certamente sarà così fino alla fine del trimestre in corso. Sa com'è, con i tassi così bassi ed il margine di intermediazione ridotto, la banca ha necessità di bilancio.... e non mi stupirei se si potessero modificare soltanto a partire dal nuovo anno"
Al che io ho fatto notare che per legge dello Stato le commissioni creditizie erano state fissate alla cifra massima dello 0,50% trimestrale. Che non ricordavo il nr della legge, ma ero sicuro che fosse così.
Per togliere ogni dubbio, il funzionario ha alzato il telefono ed ha chiamato il suo ufficio competente: la risposta è stata precisa e rapida: "non abbiamo notizia di nessuna norma a riguardo, per noi la misura è 1,50% trimestrale".
Io ho dato disposizione che venissero revocati i fidi, ho fatto sapere che mi sarei documentato a riguardo ed avrei inviato gli estremi della legge, mi sono alzato ed ho cotresemente salutato.
Ho voluto parlare di questo episodio perchè facendo il vecchio "conto della serva" se la banca segue la legge, spariscono un 4% di ricavi dal conto economico (mica poco con i tempi che corrono) ed i correntisti non si vedono gravati da un 4% di commissioni in più.
Sarà mica che l'ignoranza della legge è, come dire, a tempo? Intanto mettiamo a bilancio sontuose commissioni, poi ad anno nuovo ci accorgiamo che abbiamo sbagliato e rimborsiamo i clienti che ce lo chiedono.... i numeri del 2009 saranno senz'altro migliori e la quotazione di borsa salirà.....
Tanto per la trasparenza, è giusto dire che la stessa Abi ha inviato a tutti gli Associati una counicazione informativa in data 27 agosto per renderli informati del contenimento legislativo delle commissioni creditizie.
Gli estremi del provvedimento legislativo che disciplina la materia sono i seguenti:
Articolo 2, comma 2 del DL primo luglio 2009, convertito in Legge 3 Agosto 2009, nr 102.
Veramente difficile non esserne a conoscenza, a meno che....ignorare la legge non sia fattore di creazione di utili!
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"La Ripresa Economica? Tra due anni, forse tre..." del 07/09/2009 19.58.44
Nel corso del workshop di Cernobbio che ha avuto luogo questo fine settimana, Nouriel Roubini
(non “uno qualsiasi” ma forse uno dei pochi economisti – se non l’unico
– che abbia saputo prevedere l’attuale crisi finanziaria ed economica
con largo anticipo) indica questi tempi per una ripresa definitiva e
mette in guardia dall’attuazione di frettolose exit strategies da parte
dei Governi mondiali.
“Chi parla di segnali di ripresa se non di una crisi ormai superata
dimostra che la lezione non è stata ancora debitamente appresa” ha
spiegato nel corso del suo intervento aggiungendo che “Potrebbero
volerci almeno due o tre anni per tornare a un livello di crescita del
2% per ‘Europa e il Giappone e del 3% per gli Stati Uniti”. Questo
nella migliore delle ipotesi: “Di certo la ripresa sarà lunga, ma
comunque stilizzabile nella lettera U, anche se vi è il pericolo
crescente di una W, cioè di una nuova recessione”. Questo perchè “Non
sarà facile mettere a punto la exit strategy corretta. L’America
potrebbe sbagliare a fermare troppo presto i sostegni all’economia
rimuvendo gli stimoli fiscali e monetari, inducendo una nuova
recessione. D’altra parte c’è il rischio di muoversi troppo tardi
con la conseguenza di creare giganteschi deficit, inflazione fuori
controllo e una crescita anemica”.
L’analisi del Professor Roubini è precisa e puntuale, e merita senz’altro alcune riflessioni.
Da più parti leggiamo e sentiamo dire che la crisi è ormai alle spalle,
che il fondo è stato toccato, che ci sono nuovi segnali di ripresa che
confermano precedenti segnali di rallentamento della crisi …. Ogni dato
positivo viene enfatizzato quasi a stigmatizzare il fantasma della
recessione. E la voglia di lasciarsi andare e credere che sia realmente
così è tanta.
Tuttavia io credo che il ruolo di un buon consulente indipendente
sia quello di restare freddo, vigile ed analizzare la situazione in
maniera distaccata, asettica. Con l’obiettivo di arrivare a delle conclusioni che siano le più oggettive
possibili. E per far questo non resta che riferirsi ai dati macro, ad
indicatori statistici “non di parte” (con la convinzione – e la
speranza…- che gli Organismi demandati alla loro raccolta e
formulazione siano stati rigorosamente rispettosi delle regole) e fare
delle analisi temporali per valutare l’evoluzione degli stessi (negli
ultimi 12 mesi) e capire dove stiamo andando.
I principali indicatori mondiali della Fiducia
hanno visto negli ultimi 12 mesi un andamento ad U, proprio come
indicato da Roubini. Così la fiducia dei consumatori americani al 28
agosto scorso era pari a 47,4 (mensile in punti indice) essendo passata
da 38,6 a fine 2008, mentre 12 mesi fa si attestava a 51,9 punti. Lo
stesso dicasi per l’indice IFO Aspettative tedesco (90,4 punti al 28
agosto 2009 , 76,9 al 31 dicembre 2008, 89,5 punti 12 mesi fa), o per
l’indice Zew (vedasi a riguardo l’articolo del collega Cesare Nistri).
Andamenti simili si ritrovano in quegli indicatori compositi (dove il
punteggio finale è la somma di una serie di risposte quali-quantitative
che vengono fornite dai managers delle principali aziende e relative
alle condizioni del mercato ove le stesse operano) come l’ISM
manifatturiero americano (48,9 punti indice al 28 agosto, contro i 32,9
di inizio anno ed i 49,5 di 12 mesi fa), o l’ISM servizi americano
(rispettivamente 46,4 punti, 40,1 e 49,6) o l’indice FED di
Philadelphia (-7,5 punti al 28 agosto, -36,1 ad inizio anno, -16,7 di
dodici mesi fa).
La situazione cambia drasticamente quando si analizzano i dati dell’economia reale: le vendite al dettaglio
(escluso il settore auto) sono scese del 8,5% in Usa, del 2,4% in area
Euro, del 23,3% in Giappone e cresciute del 15% in Cina nel mese di
Agosto (dato mensile – variazione % su 12 mesi). Lo stesso parametro
era migliore a fine 2008 (Usa -7,1%, Area Euro -2%, Giappone -11,2%,
Cina +19%) ed ancora più positivo 12 mesi fa (Usa +5,6%, Area Euro
-1,6%, Giappone +4%, Cina +23,3%). Stesso andamento per il mercato del lavoro,
(gli Usa segnano il ventesimo mese consecutivo di calo dell’occupazione
vedendo il tasso di disoccupazione salire dal 5,8% di 12 mesi fa al
9,7% attuale, il Giappone passa dal 4% al 5,7% e l’Area Euro vede il
numero dei senza lavoro salire alla ragguardevole cifra di quasi 9
milioni di unità..). Per quanto riguarda la produzione industriale
il crollo è ancora più marcato (gli Usa passano dal -1% di 12 mesi fa
al -13,1% di agosto 2009, l’Area Euro dal -0,6% al -17%, il Giappone
dal -0,2% al -23,5%, la Cina – vera locomotiva del mondo – scende dal +
14,7% al +10,8%). Anche i consumi privati sono in
calo ovunque nel pianeta, come dimostrano i dati sull’inflazione che
registra valori negativi nelle principali aree economiche (Usa -2,1%,
area Euro -0,7%, Giappone -2,2%, Cina -1,8%). Ed infine anche l’ormai
tristemente famoso indice sul mercato immobiliare Case Shiller segnava al 30 giugno il valore 153,2 rispetto al 162,12 di inizio anno e 180,52 di 12 mesi fa.
In conclusione possiamo affermare che l’attuale
ripresa è figlia degli interventi a sostegno dell’economia messi in
atto di concerto dai vari governi mondiali (solo l’amministrazione
Obama ha investito la modica cifra di 787 miliardi di dollari in
infrastrutture); è una ripresa finanziariamente “dopata”,
che non si basa su fondamentali economici. Gli attuali aumenti degli
ordinativi per le imprese sono frutto del fisiologico reintegro delle
scorte (i magazzini delle imprese sono vuoti – le scorte all’ingrosso
Usa sono passate da un +9,4% di 12 mesi fa al – 10,3% dello scorso 30
giugno). Cosa succederà quando inizieranno ad essere applicate le exit
strategies di cui si comincia a sentir parlare? Secondo
l’Organizzazione internazionale dei lavoratori dalla crisi emergeranno
circa 60 milioni di disoccupati in più con oltre 200 milioni di
lavoratori spinti verso la soglia della povertà. Mi domando: in queste
condizioni, chi sosterrà i consumi quando gli
interventi statali cesseranno? Ed anche ipotizzando che dal 2012 le
economia mondiale ricominci a crescere ad un trend del 3%, quanto tempo ci vorrà per recuperare 60 milioni di posti di lavoro (venti dei quali tra Usa ed area Euro…)?
Non voglio essere pessimista e pensare che l’azione dei governi
mondiali non sarà perfettamente coordinata nel momento di applicare le
exit strategies (le conseguenze di ciò sono già state riportate sopra
citando il Professor Roubini). Tuttavia alla luce di quanto esposto
sopra, la ripresa economica sarà lunga, dolorosa, molto
probabilmente avrà un andamento a W e costringerà per molti mesi, forse
anni, a “navigare a vista”.
Dotatevi di una buona bussola.
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"La Settimana dell'Investitore" del 04/09/2009 20.02.36
L'Associazione
Nazionale dei Consulenti Finanziari Indipendenti (Nafop) ha organizzato
la prima Settimana dell'Investitore: si terrà dal 10 al 18 Ottobre
prossimi. Durante questo periodo tutti gli uffici dei consulenti
finanziari che aderiscono all'iniziativa resteranno aperti ed i
professionisti saranno a disposizione degli investitori per un incontro
gratuito e senza impegno.
La "Settimana dell'Investitore" avrà lo scopo di sensibilizzare le
famiglie italiane sui temi del risparmio consapevole, della
pianificazione finanziaria e della protezione dei patrimoni, dando loro
la possibilità di usufruire di un incontro presso la sede
dell'Associato Nafop più vicino e con l'obiettivo di dare una prima
assistenza ed una risposta a diverse domande:
- "Come
funzionano i prodotti finanziari che ho in portafoglio? Quali rischi
corro? Quanto mi costano? Quanto mi costeranno ancora?"
- "Quello che mi ha proposto ieri la banca è davvero un buon affare per me? Mi dà un suo parere su questo prodotto?"
- "Da
una prima valutazione, i miei investimenti sono coerenti con i miei
obiettivi e la mia situazione finanziaria? Qual è l'utilità di una
corretta pianificazione finanziaria?".
- "E'
vero che da oggi c'è un professionista che può affiancare la mia
azienda in tutte le scelte finanziarie e trattare per mio conto le
condizioni con le banche, razionalizzando le spese e aiutandomi a
prendere le giuste decisioni di finanza aziendale?"
- "Chi
è il consulente finanziario indipendente? Perchè dovrei farmi assistere
da un professionista? È vero che non può entrare in possesso dei miei
soldi?"
Per rispondere a questi e molti altri quesiti i nostri uffici
rimarranno aperti durante la settimana dell'investitore. Contattateci
per fissare un appuntamento gratuito e fare un primo passo concreto per
migliorare la vostra situazione.
Cavini Consulting aderisce alla Settimana dell'investitore. Vi aspettiamo.
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"La crisi si supera con più credito" del 22/07/2009 9.57.02
La ricetta per superare la recessione?
Riattivare il circuito del credito alle aziende ed alle famiglie, congelato
ormai da mesi. E dato che la ripresa non arriverà fino al 2010, l’unica strada
per resistere fino all’uscita dal tunnel è che le banche accelerino i
prestiti alle imprese ed alle famiglie.
Così il presidente della Bce, Jean Claude
Trichet, ha tuonato nel corso del suo intervento a Monaco di Baviera la
settimana scorsa. Ha anche lanciato un “richiamo” alle banche affinchè
continuino ad erogare prestiti alle imprese ed alle famiglie “a tassi
di interesse appropriati e con volumi adeguati”.
Al Presidente della Bce ha fatto eco il ministro
delle finanze tedesco, Peer Steinbrueck, il quale ha inviato una lettera
all’Associazione Bancaria del proprio Paese nella quale, in
sintesi, afferma che si attende che le banche concedano concretamente
credito alle imprese ed a condizioni vantaggiose, e premette che
seguirà personalmente lo sviluppo dell’assegnazione del credito da qui a
settembre (evidentemente i funzionari bancari tedeschi nel mese di agosto
continuano a deliberare……. mentre i nostri sono sotto l’ombrellone), dopodichè
deciderà come intervenire non escludendo di poter applicare sanzioni alle
banche “meno virtuose”.
Fatta questa premessa, mi soffermo brevemente
sulla situazione italiana: mentre il credito alle famiglie per il momento
tiene, quello alle imprese è decisamente in calo. Gli ultimi dati ufficiali
(primo trimestre 2009) vedono una riduzione dei volumi degli accordati (ovvero
i crediti concessi alle imprese) a livello di sistema bancario italiano. Se
fosse possibile entrare più nel dettaglio, si vedrebbe come la riduzione
dell’accordato sia molto più evidente per le pmi che non per la grande impresa,
cosa doppiamente grave visto che il tessuto industriale italiano è basato
proprio sulle piccole e medie imprese.
E qui nasce spontanea una considerazione: dato
che abbiamo un sistema bancario che nel complesso si è dimostrato attentissimo
ai problemi dell’economia ed alla crisi generalizzata che attraversa il Paese
(e sono ovviamente ironico…), così attento che alla prima occasione capitata
(abolizione cms, introduzione spese per la messa a disposizione della
provvista) ha rifilato commissioni annue spropositate, (in alcuni casi fino al
6% annuo – ed anche Draghi ha dovuto “bacchettare” il Sistema) costringendo il
Governo a ridurle per legge, fissando un tetto massimo allo 0,50% trimestrale,
che possibilità abbiamo di riuscire a sfangarla anche questa volta? Chi
interverrà per far si che tutta la liquidità presente sull’interbancario
(perchè adesso c’è…) venga utilizzata per dare ossigeno ad imprese e famiglie
invece che restare depositata sui conti della Bce? Basterà la “moral
suasion” che prima Draghi e poi Cardia hanno attuato? Serviranno ulteriori
Decreti governativi? Non ho risposta a riguardo, e qui chiedo che venga aperto
un dibattito.
Una cosa so per certo: il nostro sistema
bancario deve vivere una riforma profonda, radicale, che lo faccia
tornare “indietro” a quando la banca svolgeva realmente quel ruolo economico
sociale di prestatore di denaro, di volano dell’economia. Quando i bilanci
bancari si costruivano sul margine di interesse e gli stipendi dei
manager non erano funzione esponenziale dei budget di prodotto, e gli
sportellisti del comune di Ribolla non erano “costretti” a piazzare nel
portafoglio del pensionato di turno titoli strutturati ad elevato valore
aggiunto (sempre per il conto economico della filiale….)
Ma questa è un’altra storia, e ne parlerò in seguito
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"Sparisce la CMS.... nessun problema, c'è già pronto il suo sostituto" del 09/06/2009 9.17.55
Il Decreto Legge 185/2008 (meglio conosciuto come decreto anticrisi) ha regolamentato l'applicazione delle commissioni di massimo scoperto (CMS) riducendone drasticamente il campo di intervento. Ottima iniziativa, dato che da sempre le cms sono una delle voci che più incidono all'interno degli oneri finanziari sostenuti da privati e aziende.
Il fatto che ritengo doveroso segnalare è la pronta risposta del "Sistema bancario" a questa iniziativa del Governo: i clienti più attenti si saranno già accorti che dal primo luglio 2009 i loro affidamenti non vedranno più le cms ma una nuova forma di "prelievo" che va sotto il nome di "spese per la messa a disposizione dei fondi per il servizio di affidamento in conto corrente", o "commissione sul fido accordato" o ancora "corrispettivo per l'accordato". Come dire, fatta la legge... trovato l'inganno! Non solo, la vera beffa è data dal fatto che questa commissione (che arriva anche all'1% trimestrale) viene calcolata sul fido accordato (quindi indipendentemente dall'effettivo utilizzo dello stesso!!). La vecchia cms veniva calcolata sul massimo ammontare della cifra utilizzata (di regola all'interno della cifra massima di fido accordato) ed era quindi una base di calcolo più bassa. Adesso, indipendentemente da quanto si utilizzi (paradossalmente anche nel caso di mancato utilizzo del fido nel trimestre....) si vede applicato il nuovo "balzello".
A peggiorare le cose, alcuni Istituti prevedono l'applicazionedi "spese per utilizzo oltre fido" o "in assenza di fido" consistenti in un importo giornaliero fisso per scaglioni di sconfinamento (es: 5 € al giorno per sconfini fino a 5.000€, 10 € al giorno per sconfini fino a 25.000€ e così via).
Ancora una volta il nostro sistema bancario ha trovato il modo per "stare vicino" al sistema economico in un momento di crisi..... Ancora una volta nessuno ne parla.
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"Tassi a "zero"..... e la banca inizia a proprre la copertura" del 05/05/2009 20.14.56
Con i tassi sempre più bassi gli istituti di credito iniziano a proporre ai propri clienti operazioni di copertura in modo da tutelarli da eventuali rialzi del costo del denaro.
Operazione lodevole e da prendere sicuramente in considerazione, perchè una cosa è certa: è questione di tempo, ma presto o tardi la curva dei tassi riprenderà la sua normale inclinazione (...al rialzo).
Tuttavia prima di sottoscrivere un prodotto di copertura dal rialzo dei tassi, va valutato attentamente per comprenderlo bene e capire due aspetti fondamentali: il costo reale dello stesso e l'effettiva convenienza del livello di protezione previsto.
Purtroppo in passato è' successo più volte che l'unico soggetto che ha realmente guadagnato dalla sottoscrizione di una copertura sia stata la banca!!!
Riassumendo: proposta interessante, potenzialmente molto utile, da valutare attentamente insieme ad un esperto indipendente che vi consigli al meglio.
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"Asimmetria Informativa" del 28/04/2009 15.22.05
La Consob nella Comunicazione n. 9019104 avente ad oggetto "Il
dovere dell’intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza in sede
di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi" ha richiamato il concetto di "asimmetria informativa" presente all'interno del sistema bancario (da intendersi in senso lato) con particolare riguardo ai prodotti finanziari illiquidi.
Premesso che sarebbe necessario definire esattamente cosa debba intendersi per prodotti finanziari illiquidi (e dato che sono convinto che non tutti i lettori li conoscano, dedicherò all'argomento uno specifico approfondimento), credo fermamente che l'asimmetria informativa (ovvero la diversa qualità e quantità di informazioni disponibili a riguardo di un certo strumento/prodotto bancario tra banca e cliente) non sia specifica dei soli strumenti illiquidi, ma riguardi l'attività bancaria nel suo complesso.
Pertanto ben venga questo primo passo della Consob (che ha indicato esattamente comportamenti e procedure che il sistema bancario dovrà attuare per colmare questo gap di informazioni e rendere l'investitore consapevole), ma la strada da percorrere per portare il cliente (e non solo la clientela retail, ma anche tantissime aziende di dimensioni medio piccole) a trattare in modo equo, trovandosi sullo stesso piano, con il sistema bancario è ancora molto lunga. In quest'ottica il ruolo del consulente indipendente è fondamentale: affiancando la clientela, renderndola informata e conssapevole, aiutandola nelle scelte di investimento, finanziamento e copertura dei rischi, facendone crescere la cultura finanziaria e tutelandola da quegli spiacevoli inconvenienti che la mancanza di informazione può "generare"....
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"ETF: strumenti "sconosciuti" al sistema bancario... o quasi" del 23/04/2009 18.16.31
Gli ETF (Exchange Traded Funds) non sono la panacea degli investimenti e non risolvono certo le problematiche del risparmiatore. E su questo siamo tutti daccordo. Ma sono degli ottimi strumenti di investimento, sono efficenti, costano poco, sono negoziabili in tempo reale, hanno un patrimonio segregato e potremmo continuare a tesserne le lodi. Riassumo dicendo che concentrano in un solo strumento i pregi delle azioni/obbligazioni e dei fondi comuni di investimento.
Sono così efficienti che, udite udite, vedono tra i principali sottoscrittori società di gestione, banche e imprese, successivamente Hedge Funds e per una parte residuale (3%, 4%) i singoli risparmiatori. (Fonte DB x-trackers, terzo player europeo con circa 20 miliardi di euro di raccolta in etf).
Sintetizzando: le banceh NON li consigliano alla loro clientela (la rete commerciale è "spintaneamente" orientata verso la raccolta diretta o il risparmio gestito) ma li sottoscrivono abbondantemente in prima persona (per la propria tesoreria od all'interno dei fondi comuni che poi vengono venduti ai clienti maggiorati di generose commissioni di gestione....)
Come diceva Arbore.... meditate gente, meditate......
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"Portabilità dei mutui: effetti collaterali della Legge Bersani" del 18/04/2009 16.25.33
la legge Bersani (per intenderci quella che ha introdotto la portabilità dei mutui sugli immobili residenziali attraverso l'utilizzo della surroga dell'ipoteca con costo "zero" per il cliente mutuatario) ha si dato la possibità a tutti i clienti in regola con il pagamento delle rate di mutuo (perchè per i cattivi pagatori, di fatto è impossibile surrogare il mutuo in questo modo: nessuna banca è disposta ad intervenire...) di cambiare banca a costo zero e di migliorare le condizioni del mutuo (tasso, spese di cc, costo rid, etc), ma ha avuto anche un paio di effetti collaterali di non poco conto.
Per prima cosa vi è stato un generalizzato aumento delle spese di istruttoria sui mutui di acquisto (in alcuni casi si arriva anche all'1% dell'importo del mutuo) e secondariamente, sempre più spesso la banca affianca al mutuo la vendita di una polizza assicurativa (tcm o cpi) a premio unico anticipato per tutta la durata del mutuo che viene finanziata collateralmente al mutuo e "spalmata" su tutta la durata dello stesso. La sottoscrizione di queste polizze non è obbligatoria, è "spintanea" (se non ci mettiamo la polizza, il mutuo non viene concesso.... - questa la frase che viene generalmente pronunciata dal funzionario di banca che istruisce la pratica di mutuo). Ed in quesro, ancora una volta, le banche hanno fatto "cartello".
Tale comportamento non è scusabile, ma è comprensibile in un'ottica economicocommerciale: le spese di istruttoria sono un sostituto della penale di estinzione anticipata che non c'è più (per legge) e la polizza serve a mandare in utile il prodotto mutuo sin da subito (ed allo stesso tempo rende più dificile per il cliente cambiare banca) anzichè dopo 12 - 18 mesi. Anche perchè dopo 18 mesi il cliene potrebbe aver già cambiato banca 2 o 3 volte!!
La legge Bersani ha facilitato la portabilità dei mutui, ma ha reso il mutuo di acquisto molto più oneroso......
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"Una questione di Etica" del 18/04/2009 15.57.19
Inizia oggi la mia attività "editoriale" sul sito della Cavini consulting. Il mio vuole essere un contributo alla diffusione di una cultura finanziaria improntata ai valori dell'etica, della trasparenza, della chiarezza, della tutela della "parte debole".
Per questo non troverete nella area news articoli di analisi tecnica o segnali di acquisto (in internet ci sono sin troppi siti di trading, ed un sacco di analisti, e tutti molto più bravi di me!!!), bensì cronache della vita professionale di un consulente finanziario indipendente che quotidianamente si relaziona con banche, società di gestione del risparmio, analisti ed operatori della finanza, imprese, clienti, singoli risparmiatori. Vi racconterò ciò che non funziona, ciò che non va, ciò che andrebbe cambiato nel nostro sistema finanziario. Ma metterò in luce anche gli aspetti positivi del sistema, anche quella serie di organizzazioni (pubbliche o private) che funzionano bene e che gestiscono le situazioni più disparate sempre nel migliore dei modi e comunque nell'interesse del cliente.
La mia sarà un'ottica parziale, soggettiva, ma pur sempre indipendente e libera da conflitti di interesse. Non ho la presunzione di essere il depositario della ragione. Ma ho la serenità di chi opera seguendo sempre l'etica professionale. Ed in quest'ottica porterò avanti l'area news del mio sito: narrando i fatti con spirito critico, sempre nel rispetto delle regole, con la speranza di contribuire ad arricchire (anche solo in piccola parte) la cultura finanziaria dei miei lettori.
Concludo con un ringraziamento a Serena, che con il suo "costante lavoro" ha positivamente stuzzicato il mio spirito critico, ed a Fabio, che ha reso possibile tutto questo.
Cesare Cavini
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